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Paragrafo 3 . La rivoluzione d'ottobre.

     
I  socialisti  rivoluzionari di sinistra e i  bolscevichi,  ricondotti
nella legalit per combattere Kornilov, guadagnarono ancora consensi e
ottennero la maggioranza in numerosi organismi rivoluzionari, compresi
i  potenti  soviet di Pietrogrado, di Mosca e di altre  citt.  Il  10
ottobre  Lenin, davanti al comitato centrale bolscevico,  afferm  che
era giunto il momento decisivo per la rivoluzione e propose di passare
all'insurrezione  armata, per dare "tutto il  potere  ai  soviet".  La
proposta,  caldamente  sostenuta  da  Stalin  (pseudonimo   di   Josif
Dzugasvili) e da Trockij (pseudonimo di Lev Bronstein), fu accettata
a  stragrande  maggioranza, con la sola opposizione  di  Kamenev  (Lev
Borisovic Rosenfeld) e di Zinov'ev (Grigorij Radomyl'skij),  i  quali
volevano  rinviare la questione all'imminente congresso  panrusso  dei
soviet.  I  bolscevichi  sapevano di  poter  contare,  oltre  che  sul
sostegno  dei  soviet  e  in  particolare  di  quello  di  Pietrogrado
presieduto   da   Trockij,  che  controllava  un   comitato   militare
rivoluzionario ed aveva costituito una "guardia rossa" operaia,  anche
sull'appoggio della flotta baltica di Kronstadt, di cui  faceva  parte
l'incrociatore Aurora, che poteva puntare i suoi cannoni  direttamente
contro  il palazzo d'Inverno, ex residenza dello zar ed ora  sede  del
governo provvisorio.
     L'insurrezione  ebbe inizio la notte tra il 24 e  il  25  ottobre
del  1917.  I rivoluzionari si impadronirono dei centri strategici  di
Pietrogrado:  le  centrali telefoniche, gli impianti  elettrici  e  le
stazioni  ferroviarie. In meno di ventiquattro ore la citt  fu  posta
sotto  il  controllo  del comitato militare rivoluzionario.  Kerenskij
fugg;  i  membri  del governo si rifugiarono nel  palazzo  d'Inverno,
difeso  da  tremila  soldati, che niente poterono  contro  le  diverse
migliaia di
     
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     rivoluzionari.  I bolscevichi occuparono il palazzo,  arrestarono
i  membri  del governo e il 26 assunsero il potere. La sera di  quello
stesso  giorno  ottennero  il consenso della maggioranza  del  secondo
congresso  panrusso dei soviet, che adott quindi alcuni provvedimenti
immediati:  un "decreto sulla terra", che stabiliva la confisca  delle
grandi  propriet  e  la loro distribuzione ai  contadini  poveri;  un
"decreto  sulla pace", con il quale si dichiarava la cessazione  delle
ostilit  internazionali e si invitavano i paesi belligeranti  ad  una
pace  "senza  annessioni e indennit"; l'elezione  del  primo  governo
sovietico,  detto  "consiglio dei commissari del popolo"  (Sovnarkom),
interamente composto da bolscevichi e presieduto da Lenin.
